mercoledì, dicembre 19, 2007

47

47. A voi questo numero forse non dirà niente. Penserete ad un numero di piede un pò esagerato, ad un numero civico di una casa qualsiasi in una strada qualsiasi, all'anno di nascita di qualche genitore. A me 47 dice un sacco di cose. Evoca anni ormai andati, giornate intere passate alla scirvania, notti in cui fatichi a prendere sonno, interi weekend passati a pensare, levatacce domenicali, ansie, frustrazioni, ingiustizie, colpi di fortuna. 47 è il numero di esami che bisogna sostenere per diventare ingegnere. E io li ho dati tutti. Tutti. (Per la cronaca a gennaio devo andare a convalidare una relazione ma è roba data per certa). Questo significa che la sottoscritta ha finito gli esami. E, concedetemi un pizzico di volgarità, la prima cosa che mi è venuta in mente è stata: VAFFANCULO! Godurioso e liberatorio come non mai. Come il trenta di ieri.
Mi chiedo quindi cara Giulia cosa vuoi di più dalla vita? E' Natale, hai finito gli esami, vedi un sacco di nuove prospettive (e le affronti con un pò di ottimismo cosa che rasenta il miracolo), stai bene nonostante quello strascico di ansia che ogni tanto ti persguita, hai smesso di avere fretta e di avere paura del tempo, hai imparato a godere delle piccole cose senza dimenticare quelle più grandi, sei circondata da persone care. Forse un momento come questo non si ripeterà mai più nella vita. Voglio godermelo fino in fondo. Questo per arrivare a dire cosa. Grazie. A chi è stato fiero di me anche di fronte a quello che per me era un fallimento. A chi ha sempre avuto le parole giuste nel momento giusto e anche in quello sbagliato. A chi non si è mai stancato di dirmi uno per volta. Adesso è proprio il momento di quel pianto liberatorio che ho tanto aspettato.
ps. da Gennaio torno l'arpia di sempre per cui cercate di godervi sti ultimi momenti di tenerezza.

venerdì, dicembre 14, 2007

Smentita (ovvero Lui esiste e ho le prove)

Tutto quello che sto per raccontarvi ha del surreale e molti di voi stenteranno a crederci. Pazienza vi dirò i miracoli succedono anche se nessuno è lì per crederci, me per prima. Non so se sia stato questo umore da Scrooge che mi porto dietro negli ultimi giorni o se sia stato il post in cui chiamavo Babbo Natale un ciccione sudaticcio potenziale cocainomane. Fattosta che mi è appena arrivata la posta e c'era una lettera per me. Una lettera tutta azzurrina che arriva dal Circolo Polare Artico in Finlandia. E il mittente è, tanto lo che non ci credete ma io ho la busta, Santa Claus direttamente dal suo Santa's Technology Park, che moderno che è il vecchio, vero?
Beh. Volete sapere cosa dice? Innanzitutto inizia con carissima Giulia (lui non lo sa che sono la MEiMEi ma pazienza) e poi mi racconta di come si sta al calduccio nella sua casina in Lapponia con Rudolf, il camino, le candeline e gli Elfi indaffarati. E sentite un pò: dice anche che con questa letterina ha pensato proprio a me che sono una persona a lui cara e che la stella cometa lo guiderà da me. Firmato: il tuo caro amico Babbo Natale. Finalmente posso dire di avere come amico uno famoso.
POi viene fuori che quelle comari degli elfi hanno saputo che qualcuno parla di me...qualcuno che non ha mai smesso di vedere dietro a Scrooge una persona che ha soltanto troppa paura per credere a Babbo Natale.
ps. negli ultimi giorni tra film di natale strappalacrime, lucine intermittenti e vetri appannati ho raggiunto livelli di tenerezza non compatibili con la cinica figura che mi rappresenta. Vado subito a vedere se trovo dei topini da trasformare in renne con la graffettatrice.
Eppure perchè non ammettere che quest'anno sono veramente felice che sia Natale?
Nicoletta non morire ti prego. Sono sempre io.

giovedì, dicembre 13, 2007

Fashion Dilemma

Chi mi conosce lo sa io sono per il monocromatico. Che poi nel mio caso monocromatico significa nero al massimo grigio. Bianco d'estate. E una spruzzatina di un bel verde ogni tanto. Il marrone quando proprio voglio osare. E ultimamente ho comprato un maglione blu (il mio armadio si è sentito catapultato nel 1993 e non voleva crederci). Ma veniamo al dunque, ossia al fashion dilemma. SI avvicina il Natale, si guardano film di Natale e in tutti i film di Natale che si rispetti c'è una tipa col cappotto rosso. E io qui vi chiedo: vi piace il cappotto rosso? Lo mettereste? Se sì come?

martedì, dicembre 11, 2007

Amarcord

Riguardare Labyrinth una domenica sera di Dicembre al calduccio sotto una copertina è stata sicuramente una buona idea. IL dover sfidare il freddo e la nebbia per poter tornare a casa un pò meno e credo rimarrò sotto shock a vita (non ci si abitua mai a certe torture tipo il parabreeze da sbrinare, la macchina gelata e neanche una canzone da cantare). Insomma Labyrinth rimane una delle pietre miliari degli anni '80 nell'immaginario di ogni ragazzo che a quell'età si fidava a guardarlo con occhio aperto e uno chiuso. A me ha sempre inquietato molto: i desideri più terribili che si avverano, gli gnomi, le creaturine schifose e poi il duca bianco con la pupilla dilatata che portava con sè sempre un certo fascino dell'oscuro. Adesso il fascino lo mantiene, ma non è di certo oscuro; tant'è che rivedendo la scena del ballo si capisce benissimo che Jennifer Connelly era molto attratta da lui e Bowie approfitta della sua debolezza per tentarla. E' bello vedere quanto uno diventi malato crescendo. E' bello anche vedere che posso guardare Labyrinth senza avere paura durante la notte, forse sono pronta per Eraserhead da sola di notte in una chiesa sconsacrata.
Film, film film. Allora per il ciclo "quei meravigliosi anni '50" ieri mi sono guardata Rapina a mano armata, che sicuramente con Vertigo staziona tra i miei preferiti del decennio. Per chi non lo sapesse Kubrik in questo film sperimenta una struttura narrativa che farà la fortuna di Tarantino prima nelle Iene e poi in Pulp Fiction: la stessa situazione vista da molteplici punti di vista, una struttura diegetica non lineare, con diversi e continui salti indietro e in avanti nel tempo, piuttosto che la classica consequenzialità temporale del racconto (l' ho riportato da wiki che mi piaceva troppo la parola diegetica). Aggiungo solo per il dovere di cronaca che siamo nel 1956, Kubrik ha 28 anni e questo è il suo terzo lungometraggio.
Per il ciclo "lacrime di tardo pomeriggio", ciclo nato per puro caso dopo aver infilato nel giro di un mese una serie infinita di film strappalacrime di sabato come pre-aperitivo, citiamo Cuori in Atlantide, stroncato dal mio dizionario del cinema (a parer mio a volte un pò troppo cinico) ma abbastanza piagnone per far parte della rassegna.
Parlando di dizionari devo dire che "Qualcuno" (che per darvi un'idea su chi possa essere vi dico che una mia amica afferma sia la giusta via di mezzo tra lui e lui, anche se la sorella della suddetta amica sostiene che sia uguale a lui, ma secondo me è la giusta via di mezzo tra lui, lui e lui) si è preso pena del mio vecchio Morandini del 2002 e mi ha fatto un regalo preNatalizio coi fiocchi. Del tipo che lo desideravo talmente tanto che nonappena ho scartato un angolo della carta sapevo già cosa ci fosse dentro. Cosa c'è di più incredibile di ricevere la cosa che desideri di più quindici giorni prima di Natale?

giovedì, dicembre 06, 2007

Anno nuovo, nuovo Babbo Natale



(Avvertenze: nel presente post vengono svelate delle verità che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno e rovinarvi la magica atmosfera natalizia. Se non vi sentite pronti, non andate oltre).

Il 2007 è stato un anno di grandi cambiamenti. Insomma è iniziato in un altro continente, in un'altra città, con un'altra vita ed è finito qui dove siamo ora. Ho spesso scritto su questo blog della mia più assoluta incapacità a credere in qualcosa. Lo dimostra il fatto che all'età di cinque anni, mentre ero seduta sul water, ho detto a mia mamma che si stava truccando che tanto Babbo Natale non esiste e che quindi era inutile sprecare tempo e inchiostro per una letterina (io vi avevo avvertito, se adesso state male cavoli vostri). Poi oggi ho capito. Ho capito perchè non sono riuscita a credere a Babbo Natale per più di pochissimi anni. Ma certo. Come si fa a credere che esista un ciccione sudaticcio vestito di velluto rosso semianalfabeta (l'avete mai sentito dire qualcosa più di UOUOOUOO?) che si prende la briga di leggere miliardi di letterine piene di bugie e errori di ortografia, preparare tutti i regali e non contento portarli in giro in una sola notte. Oltre al fatto che qui cade di credibilità perchè se facesse veramente tutta sta roba sarebbe magro come un chiodo e imbottito di cocaina. Ma comunque. Dicevo che ho capito dove sta il problema. E tralaltro l'ho capito oggi leggendo la Bibbia (aka VanityFair). E dopo aver capito ho deciso che è tempo di cambiare. Ultimo cambiamento del 2007. Inizio a credere a Babbo Natale. Ma non il suddetto ciccione pezzente, se devo credere a qualcosa faccio in modo che la cosa sia gratificante. E' come quando siete a letto con qualcuno e pensate ad un altro, illusione per illusione meglio che ne valga la pena, no? Ho quindi deciso che il mio personalissimo Babbo Natale ha le fattezze di Tom Ford. Ed è vestito rigorosamente Gucci. Bene. Sono pronta per la letterina.

Caro Tom,

in nome di tutti gli sforzi che feci un paio di anni or sono per avere i tuoi occhiali da sole del colore che preferivo, impresa biblica che mi portò a girare tutti i rivenditori di occhiali del nord Italia, ti scrivo la mia letterina di Natale in modo che tu possa avere un'idea di cosa mi potrebbe piacere ricevere. Ti metto anche i prezzi così non ti sbatti.

- Dom Perignon Rose Guitar: sei bottiglie divise tra tre leggendarie annate di Champagne Rosè in una custodia speciale in pelle di pesce persico, firmata da Karl Lagerfeld. Come dici? A me non piace lo champagne rosè? Vero, ma la valigetta in pelle di pesce persico rosa me la danno solo con sta roba rosata. (100.000 euri).

-Siccome ultimamente mi sento un pò sola, vorrei che mi regalassi Ashera, il gatto più raro e grande del mondo, frutto dell'incrocio tra la specie africana, il gattopardo asiatico e l'europeo (e anche un pezzo della coda del gatto di mia nonna). Lungo 120 cm, pesa 15kg e vive anche 25 anni. (15.300 euri).

-Malle Gateau: bauletto di Louis Vuitton con rivestimento studiato appositamente per contenere torte e tutto il necessario per la degustazione. (20.000 euri). Oltre a questo vorrei tutto quello che la maison Vuitton ha progettato, tra cui un porta-Ashera che poi a confronto qualsiasi starlette di hollywood è una principiante.

-Ultimo un cellulare Signature con cover impreziosita da 428 diamanti neri e 644 bianchi di Vertu, che il mio plasticone Nokia non fa neanche le foto. Figuriamoci i diamanti.(61.000 euri).

Ringrazia che non mi piaccia quella patacca di collana di Bulgari da 250.000 euri.

Per sempre tua devota,

MeiMei

ps. Cosa lascio sul tavolo la notte di Natale? E' Tom Ford mica mangia plasmon sbriciolati e latte avanzato!

Credits: ringrazio la mia Bibbia per offrirmi sempre tanti punti di riflessione.

mercoledì, dicembre 05, 2007

Come prendere ispirazione dai film anni '50 e vivere meglio (o quasi...)


Nel giro di pochi giorni mi trovo a guardare due film fine anni '50 : Un Amore Splendido, come dice il mio dizionario uno strappalacrime da non perdere con due interpreti meravigliosi, e Vertigo o la donna che visse due volte, la più bella, crudele, perversa love story di Hitchcock dominata dalla vertigine e dalla necrofilia (sempre dal Morandini che non si sa mai bene cosa gli passa per la testa).Effettivamente guardando il primo ho caragnato abbastanza, domandando come mio solito al malcapitato vicino a me frasi del tipo: ma perchè non glielo dice che lo ama? Perchè va via? Perchè non gli parla? Insomma le tipiche domande da storia d'amore travagliata. E giù a piangere (settimana scorsa ho pianto per Lilo e Stitch. Non so se avete presente. E poi mi è presa la fissa per Stitch. L'ho anche chiesto a Babbo Natale (quello vero però, mica peluche)). Guardando Vertigo niente lacrime. Ho spento il computer. Era mezzanotte passata. C'era silenzio. E ho deciso di dormire con la lucina accesa che non si sa mai quello che può succedere. A me Hitchcock fa uno strano effetto. Mai come Lynch però.
Ma non è di questo che volevo parlare. Insomma quello che notavo in questi giorni sono le presenze maschili di questi film incredibili. L'altro giorno ho acceso la tv per toccare con mano il livello di degrado che ha raggiunto Buona Domenica (usare il verbo raggiungere presuppone si sia partiti da un altro livello per cui è sbagliato) e ho trovato Provaci ancora Sam, dove Woody Allen, ossessionato da Humphrey Bogart, cerca di capire l'universo femminile con un finale da Casablanca. Gli attori anni '50 hanno in sè qualcosa che sembra impossibile da riprodurre oggi. Non parlo solo dello charme, dei vestiti, dei dialoghi perfetti, dei tempi che fanno bene al cuore. Insomma dove voglio arrivare dopo venti righe di preambolo?


Ai baci. Sì tutta sta finta cultura per arrivare a questa conclusione: come si baciavano ad Hollywood negli anni '50 non si bacia più. Analizziamo bene che cosa ci fa emozionare (uso il plurale per non sentirmi un idiota) così tanto quando vediamo James Stewart che prende Kim Novak (che tralaltro deve esser el'attrice preferita del make up artist di Gwen Stefani) con un imepto incredibile, le dice io ti amo e la bacia.
Primo: nel film il bacio è l'unico momento di contatto tra i due protagonisti. Niente scene di sesso, niente notti folli insieme, niente di niente. Con gli occhi di oggi a volte risulta stranamente perbenista, ma vi giuro che ultimamente i film in cui non c'è neanche un a scena di sesso, oltre a contarsi sulla punta delle dita, mi risultano estremamente gradevoli (Lilo&Stitch non conta).

Secondo: niente lingua. E un buon regista. Insomma dopo aver visto per anni Vivere vi assicuro che meglio un buon bacio a bocca serrata che mezzi limoni ridicoli da ultima fila di un cinema di poemriggio.

Terzo: la proporzione uomo-donna. Lei esile, piccola, con le sue caviglie sottili, le sue calze velate, i suoi guanti, i suoi vestiti meravigliosi, Lui alto,(almeno due spanne più di lei), magro, impettito, mai spettinato, mai fuori luogo.
Adesso tiratemi fuori un attore contemporaneo che potrebbe reggere il confronto. Cosa dite? Che non ho le caviglie abbastanza sottili?
Mi è appena venuto in mente il bacio più bello degli ultimi anni in un film. Quello di Amelie, tra Kassovitz e Audrey Tatou. Perchè c'è proprio quella tensione che cresce cresce e tu te lo aspetti ma c'è sempre qualcosa che non va. E per voi? Qual è il miglior bacio nei film a noi contemporanei?

lunedì, dicembre 03, 2007

Regole, Regole e ancora Regole...

Settimana scorsa abbiamo imparato a volerci bene seguendo delle semplici istruzioni, oggi impariamo a gestire al meglio questa manciata di giorni che ci divide dal Natale. Su un simpatico sito per perditempo ho trovato le 15 regole per un regalo perfetto e pensavo di riproporle qui condendo il tutto con qualche aneddoto personale e qualche commento. Il post quindi potrebbe iniziare così: da qualche giorno state evitando impunemente di guardare il calendario per evitare l'ansia da prestazione natalizia? o siete quelli che il giorno dopo ferragosto iniziano a comprare i primi regali? Bene, queste regole fanno per voi.

1) NON RIDURSI ALL’ULTIMO SECONDO: per quelli come me soggetti all'ansia da prestazione natalizia questo suggerimento fa sorridere. In fondo come si fa ad ottimizzare il proprio tempo. E poi c'è sempre qualcuno di cui ti sei dimenticato. Sempre. Per quello è sempre utile tenere in casa un regalo passpartout, nel mio caso un libro, che puoi tirare fuori con una certa nonchalance da sotto l'abero di Natale al momento più opportuno.

2) MAI REGALARE UN PROFUMO :dai ma questo è ovvio. A meno che il destinatario non sia tua nonna che da 50 anni usa sempre lo stesso profumo, che poi ogni volta che lo senti per caso è sempre un tuffo nel passato. Insomma il profumo è troppo personale. Ma questo lo sapevate già, no?

3) EVITARE DI REGALARE NUOVI ESEMPLARI AI COLLEZIONISTI:dipende. Dipende dal tipo di collezionista. E dalla preparazione di chi fa il regalo. Insomma è logico che diventa difficile da impreparati stupire il collezionista con un pezzo introvabile. Ma poi ci sono collezioni e collezioni. Se collezionate trattori in miniatura o case di bambole io potrei regalarvi dei cerini e della benzina ad esempio. Ma se collezionate dei vinili, penso sempre di potervi stupire con effetti speciali (ogni riferimento a fatti, persone realmente esistiti è puramente casuale).

4) OSSERVARE: chi? cosa?. Osservare il destinatario del regalo. Insomma non regalate alla tipa che si veste di nero il 90% delle volte, osando talvolta il bianco o il grigio, una sciarpa etnica (vedi regola 12). Cercate di guardare i vostri destinatari di regali come se fosse la prima volta. Scrutate nel loro sguardo il guizzo di luce che si illumin aguardando una vetrina. Se siete così bravi ad indovinare così tanto le esigenze dell'altra persona, molto probabilmente dovrete pensare ad un altro regalo di ripiego poichè il suddetto destinatario ha già provveduto da sè ad acquistare quello che poteva (che DOVEVA) essere il vostro regalo (fatto realmente accaduto due giorni fa. Scena. Finalmente ti sei decisa. Tutti i tuoi amici a cui hai sottoposto l'idea te l hanno boccaita dandoti del nerd irriducibile. Ma tu non ne vuoi più sapere. Hai deciso. Ma poi succede. Entri in casa del destinatario, guardi sulla scrivania e trovi la scatola dell' oggetto in questione. E pensi. Vaffanculo. Hai aspettato una vita, mò stamattina non riuscivi a trattenerti dal comprarlo. A dicembre i negozi dovrebbero vietare alle persone di comprare cose per sè. E' un regalo? no. Beh allora non lo può prendere che c'è sicuramente qualcuno che è un attento osservatore che verrà a compraro per lei....).

5) NON E’ IL PREZZO CHE FA LA DIFFERENZA: ma alla fine un pò sì. Tutti bravi a dire no,no conta il pensiero. Ma poi quando la scatolina è azzurra col fiocco bianco o marrone con scritto LVLVLVLVLVLVLV è molto difficile fare brutta figura.

6) I PASSPARTOUT: eccoci qui. Immagino che anche voi dopo il terzo Natale in cui all'ultimo momento girate per casa come dei pazzi a cercare qualcosa di vostro da poter impacchettare vi siate muniti del regalo passpartout. Un libro, un cd. Cercate sempre qualcosa di abbastanza recente e soprattutto qualcosa di estremamente unisex e poco personale. Del tipo regalate i Gotan Project o Miles Davis, ma non fatevi prendere la briga di comprare i Subsonica che hanno dimenticato come si fa un album decente. Piccola parentesi io avevo già il sentore di porcata, per questo ho anche temporeggiato nell'acquisto del biglietto per la data di Milano. Il giubilo di aver avuto l'occhio lungo non sopperisce la tristezza di non avere più dalla mia i subsonica. E di non potermi dimenare per tre ore col Samuel che salta. JUMPA!

7) DATEVI AL FAI DA TE SOLO SE SIETE VERAMENTE PORTATI: questo l'hanno scritto per me. Sì insomma io ho sempre invidiato quelle persone che con un pò di colla vinilica ti tiravano fuori un regalo. A me di solito usciva un pastrocchio da buttare. Ogni volta ci riprovo. Progetto bene in mente passopasso tutto quello che devo fare. IL risultato mentale rasenta la perfezione. la realtà purtroppo è dura con chi non conosce la manualità....

8) NO AI REGALI IN SERIE: va bene il passpartout. Ma il regalo in serie no. O perlomeno no alle persone che si conoscono tra loro. Si rischiano brutte figure. A voglia a dire che è il tuo libro preferito...

9) CERCATE DI RICORDARE QUELLO CHE AVETE REGALATO L’ANNO PRECEDENTE: e qui casca l'asino. Io non ho memoria. Ma non lo dico tanto per dire. NOn ricordo niente, figuriamoci i regali dell'anno precedente. A volte non ricordo nemmeno se io e quella tal persona ci siamo mai nella vita scambiate dei regali.

10) SE DOVETE FARE UN REGALO AD UN BAMBINO CHIEDETE ALLA MADRE: ovvero ricordate che brutto da bambini quando qualcuno vi regalava cose inutili tipo vestiti o soprammobili. Servirà a qualcosa sta letterina di Babbo Natale? E soprattutto che diavolo sono i Gormiti? Inizi ad invecchiare quando non sai più cosa sono i gormiti. Damn it!

11) IL RICICLO DEI REGALI E’ UN’ARTE: a cui io non voglio piegarmi. Insomma non ce l'ho mai fatta a riciclare. Troppo crudele. E poi io se faccio un regalo lo faccio con piacere. Altrimenti niente regalo. Effettivamente a certi esce proprio bene. Ossia riescono a seguire tutte le regole utilizzando regali stipati negli anni al fine di poter un giorno provare quella soddisfazione da riciclo. Con la testa che mi ritrovo rischierei di ritornare un regalo a chi me lo aveva fatto dopo un paio di anni.

12) EVITARE I MERCATINI: vi prego. Vi prego. Io dopo 5 anni a Milano avrei voluto bombardare la fiera nei giorni del Mercatino dell'Artigianato. Insomma chi mi conosce lo sa. Io odio l'etnico. Ha tutto lo stesso orrendo odore. E' tutta roba inutile. E ha dei colori improponibili. Me ne fotto altamente del fatto che dei piccoli artigiani nel Burkina Faso hanno inventato una nuova tecnica er produrre delle sciarpette (Che il burkina faso l'hanno visto solo sull'atlante poichè produzioni cinesi al 100%) . A tutti quelli a cui piace l'etnico. Beh. Buon Natale.

13) MAI DELEGARE GLI ALTRI PER I REGALI CHE VOI DOVETE FARE: mi sembra ovvio. Già comprare dei regali non è facile, ma come fa la vostra povera mamma a comprare dei regali per il vostro amico appassionato di bukkake?(ho dovuto scriverlo, è stato più forte di me. Ne sono venuta a conoscenza qualche giorno fa con la storia della professoressa delle medie di giorno, pornodiva di notte.Leggere Repubblica ultimamente è diventata una cosa a tuo rischio e pericolo. Beh sta tipa, oltre ad amare il Manzoni, adorava le gang-bang e il bukkake. Ieri sera ho chiesto spiegazioni...beh scopritelo da soli cos'è. Diamine. Dove credete di essere...)

14) DELEGATE GLI ALTRI PER I REGALI CHE VOI DOVETE FARE MA CHE NON SIETE CAPACI DI FARE: siccome gli amici appassionati di bukkake non sono mai soli, imparate a delegare.

15) LA PRESENTAZIONE E’ FONDAMENTALE: ci risiamo. Io sono negata a fare i pacchetti. Uso tutto il rotolino di scotch e alla fine il nastro non è mai dal lato giusto. E pensare che per anni a Natale venivo pure pagata per fare pacchetti. L'invenzione più incredibile nella storia dell'umanità dopo la penicillina ed Hello Kitty in tutte le sue manifestazioni è stata la custodia regalo per i cd. Indovinate che cosa vendeva il negozio in cui lavoravo?